Le costanti dell’Iniziazione Cristiana

 
GLI ATTORI

a. La comunità cristiana – il gruppo

La comunità cristiana, con tutte le sue componenti (vescovo, presbitero, diacono, religioso/a, laico/a) è il soggetto di ogni iniziativa missionaria. Da tutte le comunità partono gli impulsi missionari (testimonianza d’insieme e dei singoli suoi membri) indispensabili per suscitare nell’adulto, indifferente o lontano, una qualche attenzione a Cristo e alla sua proposta di vita. La Grazia di Dio, vero protagonista di questa avventura, non prescinde, anzi richiede come indispensabile, questa “parte dell’uomo”.
Se è relativamente facile dar da mangiare ad un affamato, è però molto arduo dare il buon cibo del Vangelo ad un inappetente. Solo una comunità cristiana che evidentemente capisce le ragioni della vera o presunta inappetenza dei suoi contemporanei saprà preparare il cibo idoneo, le dosi e le modalità dell’offerta. Del resto, il riscontrare nei suoi membri la gioia di quel banchetto è la condizione indispensabile perché altri si mettano alla stessa tavola, nella casa del Padre comune.
È ancora la comunità che cura il cammino dei “chiamati” dall’indifferenza ad una prima maturità nella fede, esprimendo e valorizzando doni diversi individuati fra i suoi membri.b. I Soggetti o chiamati alla fede
 
Sono “quelli che il Signore chiamerà”. Tutti sono chiamati, ma non tutti alla stessa ora e nello stesso modo. Di anno in anno fra i molti chiamati solo alcuni si rendono disponibili all’itinerario verso e con Gesù. Tutti questi sono i “soggetti”: coloro che con un particolare itinerario si metteranno in cammino quest’anno. Di anno in anno risponderanno altri, si renderanno disponibili persone che in un primo tempo avevano disatteso un invito: forse davvero non era ancora venuto per loro il “tempo di Dio”. Rispettare i rifiuti, ritentare con ragionevolezza in seguito, saper attendere il “tempo di Dio” è un dovere di discernimento che deve essere attuato solo nella fede.
Premura e pazienza sembrano i due atteggiamenti più opportuni da coniugarsi prudentemente da parte dei membri della comunità cristiana, dai suoi animatori e responsabili. Queste scelte annuali saranno fatte nel rispetto del lavoro ordinario delle comunità. Anzi sarà proprio questo impegno pastorale ordinario che – caratterizzato da una forte valenza missionaria come scelta prioritaria comune – farà emergere dalla zona grigia dell’indifferenza i nuovi germogli che “a quel punto” saranno maturi per la ricerca e la sequela di Gesù.c. Il VescovoE’ il riferimento autorevole di tutto questo itinerario come di ogni espressione pastorale. E’ garante dell’autenticità del cammino, nei suoi contenuti e nelle sue forme; per questo incarica in modo permanente e autorevole il Responsabile diocesano del Servizio, che lo rappresenta e cura gli aspetti specifici di questa esperienza ecclesiale…
Occasionalmente, per scadenze ben precise e concordate, si fa riferimento al Vescovo e alla sua cattedrale. Essendo il “Padre nella fede” è bene che i suoi in questa fase abbiano modo di avvicinarlo più volte possibilmente anche di persona.
Il vescovo interviene in modo particolare nel rito della elezione e nella celebrazione dei tre sacramenti dell’iniziazione.d. Il Pastore-parrocoIl Parroco, o il presbitero (o diacono) da lui incaricato, è colui che cura l’integrità del cammino, la traduzione, cioè, del programma diocesano in uno specifico progetto ben equilibrato dei vari “momenti”: il catechistico, il celebrativo, l’ascetico, l’esperienziale. Sarà lui a presiedere le celebrazioni liturgiche che caratterizzano i momenti forti delle tappe dell’itinerario. Il suo impegno ed il costante riferimento a lui garantiranno anche l’ortodossia delle proposte e la comunione ecclesiale con tutte le altre espressioni e livelli di appartenenza alla Chiesa particolare.
e. L’accompagnatore-animatoreSegue il gruppo e i singoli per tutto l’itinerario. E’ bene non sia mai solo: si pensi a due/tre accompagnatori/animatori per un gruppo di 10/15 persone.
Di fatto è la figura più importante di tutto l’itinerario. Dipende in gran parte da lui se le proposte, che sono per tutti, riescono ad arrivare, nel modo giusto, al singolo. Dall’esterno è aiutato dal padrino/madrina (v. sotto), con il quale è bene rimanga in contatto anche per sollecitare l’apporto della preghiera ed il raccordo naturale con tutta la comunità cristiana.f. Il catechistaE’ indispensabile individuare una persona capace, affinchè le proposte catechistiche siano efficaci per tutti. E’ bene che sia il parroco-pastore.. Se non è possibile può essere un altro presbitero o diacono o un laico. Si eviti con cura che sia una persona così indaffarata da essere, di fatto, troppo estranea all’itinerario e alle vicende dei partecipanti.
.g. Il Padrino/la MadrinaSono figure classiche nella tradizione ecclesiale, spesso sbiadite ed impoverite da una prassi poco più che formale. Si pongono accanto al catecumeno e compiono una funzione di padre e madre nella fede. Lo seguono con la parola, la preghiera e l’esempio per tutta la durata dell’itinerario, discretamente e puntualmente. Potrebbe darsi il caso – ma non è necessario – che qualche padrino o madrina sia chiamato anche al ruolo di animatore/accompagnatore di un gruppo.