Il 2 febbraio ricorre la festa della presentazione al tempio del Signore Gesù e la XXX° Giornata Mondiale della Vita Consacrata. Alle 15.30, nella Basilica di Monte Berico, il Vescovo Giuliano presiederà l’Eucarestia. Il tema della giornata è: “Ha innalzato gli umili. Vita consacrata per la rinascita delle comunità”.
I consacrati e le consacrate provenienti da vari popoli e culture sono segni di vita nuova, piccole luci nei nostri territori, testimoni dell’universalità della Chiesa, nel nostro contesto locale. Luce che illumina le genti è anche la gioia dei fratelli e delle sorelle che celebrano quest’anno il loro giubileo e pur avanti nell’età rinnovano fedelmente l’offerta della loro vita. Segni di rinascita sono i tanti gesti d’amore gratuito con cui ciascuno di noi diffonde la gioia della comunione lì dove si trova a vivere, attuando la conversione allo stile sinodale e promuovendo una cultura di pace in mezzo al popolo di Dio.
L’intenso e bellissimo programma di iniziative per questa ricorrenza giubilare, sarebbe ancora insufficiente se noi consacrati e consacrate quest’anno non alimentassimo il fuoco della Vocazione, la nostra, ma anche quella dei giovani in cerca di senso nella vita. Per questo i consigli USMI e CISM propongono, a partire dall’ 8 febbraio 2026, la valorizzazione della preghiera del Rosario nelle comunità. La tradizione cristiana ce l’ha presentata più volte anche come strumento infallibile nelle lotte della vita. “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili”, canta Maria nel Magnificat. Al termine della celebrazione a Monte Berico, sarà consegnato un calendario che unirà idealmente tutte le comunità religiose della diocesi, fino a febbraio 2027, quando celebreremo il giubileo mariano diocesano della vita consacrata.
Come ogni anno, il 2 febbraio verrà effettuata un’iniziativa di carità concreta. La libera offerta che raccoglieremo alle porte del santuario, frutto della partecipazione di ogni comunità, sarà destinata al monastero delle monache Sacramentine a Bassano. Un piccolo aiuto per assicurare l’assistenza sanitaria alle numerose giovani vocazioni keniote e ruandesi lì presenti.





