Invito del vescovo Giuliano a prolungare la preghiera sabato 11 aprile invocando il dono della pace

Prot. N. 564/2026

 

A tutte le comunità cristiane della diocesi di Vicenza

 

Carissimi fratelli e sorelle,

nel giorno di Pasqua, Papa Leone XIV ha chiesto di far «udire il grido di pace che sgorga dal cuore», invitando «tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di san Pietro il prossimo sabato, 11 aprile».

Le Chiese in Italia aderiscono al pressante appello del Pontefice a implorare dal Cristo Risorto il dono della riconciliazione. «Noi cristiani sappiamo che è possibile sperare contro ogni speranza, nonostante la morte che vediamo presente – come ci ha ricordato il Papa – “nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge”. Per questo, invitiamo i sacerdoti, i religiosi, le religiose e tutto il popolo dei credenti a partecipare alla veglia presieduta dal Papa o a raccogliersi in preghiera nelle comunità locali: fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione, diciamo il nostro ‘no’ alla guerra, non abituiamoci all’orrore», ha affermato il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Invito, pertanto, le comunità cristiane al termine delle Sante Messe festive di sabato 11 aprile a prolungare la preghiera invocando il dono della pace anche per intercessione di Maria Regina della Pace e di San Francesco d’Assisi (in allegato alcune preghiere).

Presso il Santuario di Monte Berico, alle ore 20.30 di sabato 11 aprile sarà condiviso un momento di preghiera nel contesto del concerto spirituale dal titolo “Oh Virgen pura”.

Su tutti invoco la benedizione.

 

Vicenza, 7 aprile 2026

 

+ Giuliano Brugnotto

              Vescovo di Vicenza

 

P.S. Con n. 1 allegato

__________________________________

Allegato n. 1

 

SANTA MARIA, DONNA DEL TERZO GIORNO – don Tonino Bello

Santa Maria, donna del terzo giorno, destaci dal sonno della roccia.

E l’annuncio che è Pasqua pure per noi, vieni a portarcelo tu, nel cuore della notte.

Non aspettare i chiarori dell’alba. Non attendere che le donne vengano con gli unguenti. Vieni prima tu, coi riflessi del Risorto negli occhi e con i profumi della tua testimonianza diretta.

Quando le altre Marie arriveranno nel giardino, con i piedi umidi di rugiada, ci trovino già desti e sappiano di essere state precedute da te, l’unica spettatrice del duello tra la vita e la morte.

La nostra non è mancanza di fiducia nelle loro parole. Ma ci sentiamo così addosso i tentacoli della morte, che la loro testimonianza non ci basta. Esse hanno visto, sì, il trionfo del vincitore. Ma non hanno sperimentato la sconfitta dell’avversario. Solo tu ci puoi assicurare che la morte è stata uccisa davvero, perché l’hai vista esanime a terra.

Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. Che la fame, il razzismo, la droga sono il riporto di vecchie contabilità fallimentari. Che la noia, la solitudine, la malattia sono gli arretrati dovuti ad antiche gestioni. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate come la brina dal sole della primavera.

Santa Maria, donna del terzo giorno, strappaci dal volto il sudario della disperazione e arrotola per sempre, in un angolo, le bende del nostro peccato.

A dispetto della mancanza di lavoro, di case, di pane, confortaci col vino nuovo della gioia e con gli azimi pasquali della solidarietà.

Donaci un po’ di pace. Impediscici di intingere il boccone traditore nel piatto delle erbe amare. Liberaci dal bacio della vigliaccheria. Preservaci dall’egoismo.

E regalaci la speranza che, quando verrà il momento della sfida decisiva, anche per noi come per Gesù, tu possa essere l’arbitra che, il terzo giorno, omologherà finalmente la nostra vittoria.

 

PREGHIERA A SAN FRANCESCO PER LA PACE – Papa Leone XIV

San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato, intercedi per noi presso il Signore.

Tu nel Crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera, insegnaci a cercare in Lui la sorgente di ogni riconciliazione che abbatte ogni muro.

Tu che, disarmato, hai attraversato le linee di guerra e di incomprensione, donaci il coraggio di costruire ponti dove il mondo erige confini.

In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni, intercedi perché diventiamo operatori di pace: testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo. Amen

 

PREGHIERA SEMPLICE – San Francesco d’Assisi

Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace

dove c’è odio, ch’io porti l’amore;

dove c’è offesa, ch’io porti il perdono;

dove c’è discordia, ch’io porti l’unione;

dove c’è errore, ch’io porti la verità;

dove c’è dubbio, ch’io porti la fede;

dove c’è disperazione, ch’io porti la speranza;

dove sono le tenebre, ch’io porti la luce;

dove c’è tristezza, ch’io porti la gioia.

Maestro, fa’ che io non cerchi tanto di essere consolato, quanto di consolare;

di essere compreso, quanto di comprendere;

di essere amato, quanto di amare.

Poiché, è dando, che si riceve;

dimenticandosi, che si trova comprensione;

perdonando, che si è perdonati;

morendo, che si risuscita a Vita Eterna.