Il primo incontro di formazione per i membri dei consigli parrocchiali per gli affari economici ha rivelato un’attenzione diffusa e sentita nella nostra diocesi.
Più di trecento persone hanno risposto sabato 7 marzo all’invito della diocesi: una partecipazione che, da sola, dice quanto fosse atteso questo primo appuntamento di formazione per i componenti dei consigli parrocchiali per gli affari economici. L’incontro si è tenuto presso il Teatro del Centro Diocesano Onisto, alla presenza del Vicario generale, don Giampaolo Marta, e è stato guidato da don Francesco Peruzzo, dal dott. Luigi Bedin, rispettivamente direttore e vice direttore dell’ufficio amministrativo diocesano, e da don Adolfo Zambon, cancelliere vescovile. Al termine è intervenuto il Vescovo, mons. Giuliano Brugnotto, che ha ringraziato i presenti e ha sottolineato come le scelte concrete nell’amministrazione dei beni siano sempre a servizio dell’annuncio del Vangelo, della vita di fede, dei poveri e delle persone in difficoltà.
Perché questo percorso formativo?
All’inizio dello scorso anno i consigli parrocchiali per gli affari economici della diocesi sono stati rinnovati. Per molti è stata la prima esperienza all’interno di questi organismi, e con essa è emersa con chiarezza la loro funzione: affiancare i parroci e i presbiteri che hanno in solido la cura pastorale delle parrocchie nella gestione amministrativa ed economica, rendendo visibile una Chiesa che cammina insieme — sinodale anche nelle scelte concrete. Ma la buona volontà, da sola, non basta. La complessità dei compiti richiede formazione continua, e è proprio a questo che risponde il ciclo di incontri avviato sabato scorso.
I temi affrontati
Il primo incontro si è concentrato su due argomenti fondamentali: il Regolamento del Consiglio parrocchiale per gli affari economici e la parrocchia come ente ecclesiastico civilmente riconosciuto. Temi che, a prima vista, potrebbero sembrare tecnici e distanti, ma che toccano da vicino la vita delle comunità.
È stato ricordato, per esempio, che fare parte del Consiglio — con nomina del Vescovo — è una vera forma di ministerialità, un servizio alla comunità. Il parere espresso dal Consiglio è parte integrante del processo decisionale: chi ha responsabilità pastorale deve ascoltarlo con attenzione e, se intende discostarsene, deve farlo solo per gravi motivi e dopo confronto con l’Ordinario diocesano. Per vivere questo servizio si richiede da parte di tutto la capacità di camminare, riflettere, discernere e decidere insieme, in una prospettiva autenticamente sinodale. Proprio per questo, ai singoli membri, si richiede di avere competenza in materia giuridico-amministrativa, spirito ecclesiale, capacità di discernere le situazioni (la prudenza, quale virtù cardinale), dall’altra l’importanza della testimonianza personale e del rispetto delle leggi che, come cittadino e come cristiano, si è tenuti ad avere. Si tratta quindi non solo di avere una conoscenza tecnica, ma anche di saper valutare le diverse situazioni per tradurre i principi tecnici ed etici nel caso concreto e di saper fare questo in prima persona nella propria vita.
Facendo solo una accenno al secondo tema, riflettere sulla parrocchia come ente ecclesiastico civilmente riconosciuto vuol dire ricordarsi che la parrocchia si relaziona su due piani: ecclesiale e civile. Deve quindi vivere pienamente inserito nel percorso che come Chiesa si sta vivendo e contemporaneamente, nel suo agire anche economico, essere trasparenza e legalità.
Il prossimo appuntamento
È già stato fissato un prossimi incontro, sabato 28 marzo mattino, sempre presso il Centro Diocesano Onisto. I temi proposti saranno il rendiconto economico e gli atti di straordinaria amministrazione. I temi dei successivi incontri saranno scelti anche sulla base delle proposte avanzate dai partecipanti al primo incontro. L’obiettivo è tenere un paio di appuntamenti all’anno per offrire una formazione concreta, aggiornata e radicata nella vita delle comunità cristiane.





