Il cordoglio della diocesi per la morte di don Francesco e Alberto

«Davanti a queste tragedie non ci sono parole», ha detto il vescovo Giuliano alla notizia della morte di don Francesco Andreoli, salesiano in servizio a Schio, e di Alberto Fioretto, animatore sedicenne che viaggiava in auto con il sacerdote.

«Esprimo, a nome della diocesi di Vicenza, la vicinanza e la preghiera – ha continuato il Vescovo – alle famiglie di Alberto e di don Francesco, ai salesiani e alla comunità di Schio, dove erano entrambi molto conosciuti. Questa mattina sono salito a Monte Berico per celebrare una Santa Messa e presentare a Maria due gigli bianchi. Maria conosce il dolore di una madre e il silenzio che avvolge la croce. A Lei ho affidato le famiglie di don Francesco e di Alberto, le comunità salesiane, l’oratorio di Schio, i ragazzi, gli animatori e tutta la città di Schio. I due gigli che ho deposto ai piedi della Madonna dicono proprio questo: due vite fragili ma preziose; due vite spezzate e tuttavia non distrutte perché nelle mani di Dio; due vite affidate alla purezza e alla misericordia di Dio».

Don Francesco Andreoli, salesiano di quasi 37 anni, originario di Verona, era a Schio da circa 8 anni. Instancabilmente a servizio dei ragazzi, era diventato un punto di riferimento non solo per loro, ma anche per educatori, genitori, famiglie… Al momento dell’incidente, avvenuto ieri mattina nella Strada Pedemontana all’altezza di Malo, con il sacerdote c’era anche Alberto Fioretto, animatore all’oratorio dei salesiani di Schio e promessa della Novatletica Città di Schio.