Consiglio Pastorale diocesano: Coppie in nuova unione, attenzione da incoraggiare in tutte le comunità

È l’obiettivo degli orientamenti pastorali “Amore e verità si incontreranno”, presentati nel corso dell’ultimo incontro del Consiglio

Rendere le comunità cristiane protagoniste attive nell’accompagnamento delle coppie di sposi in nuova unione. È questo l’obiettivo degli orientamenti pastorali “Amore e verità si incontreranno”, presentati lunedì sera al Consiglio pastorale diocesano. Il testo, ancora una bozza di lavoro sulla quale il servizio per la pastorale famigliare sta raccogliendo pareri e osservazioni, è frutto di un lavoro che ha radici nei primi gruppi per sposi in seconda unione avviati ancora nel 1997 da don Battista Borsato, all’epoca direttore dell’Ufficio per la pastorale famigliare. Quel primo “esperimento” che avrebbe dovuto durare un anno è invece proseguito fino al 2016, quando l’esortazione apostolica Amoris laetitia ha dato nuova spinta alla riflessione. Nel 2018, su incoraggiamento del Vescovo Beniamino Pizziol, l’ufficio famiglie, all’epoca diretto da don Flavio Marchesini, elaborò un primo itinerario rinnovato per coppie in nuova unione. Il Vescovo Giuliano Brugnotto ha quindi «indicato di proseguire sulla strada tracciata e ci ha chiesto di elaborare un nuovo testo ufficiale per la diocesi che restasse agli atti spiegano Stefania Refosco Stefano Fabris, referenti del Servizio per la pastorale della famiglia -. Don Giuliano ha espresso alcune coordinate fondamentali, tra cui l’invito alle comunità locali a farsi protagoniste, affinché l’esperienza fatta finora possa dare vita a iniziative

diffuse nelle varie comunità della diocesi. Non parliamo di grandi numeri, ma possiamo testimoniare che le coppie partecipanti hanno riferito di aver trovato pace: pace con se stesse, con l’ex coniuge, con la Chiesa e con Dio».

Il documento si sviluppa attorno ai tre verbi indicati al capitolo 8 di Amoris laetitia, ovvero accompagnare, discernere e integrare, ai quali è stato aggiunto il verbo “accogliere”, «non perché le coppie in nuova unione siano estranee alla comunità: esse appartengono già al Corpo di Cristo che è la Chiesa in virtù del Battesimo. Ciò che siamo chiamati ad accogliere è anzitutto un cambio di mentalità, uno sguardo rinnovato che ci chiede di amare come Dio ama». Il testo è stato letto dal organismi di Curia, dal Consiglio presbiterale, dalla Commissione famiglia , da ultimo, dal anche dal Consiglio pastorale che, nei tavoli di lavoro che hanno riflettuto sulla pastorale delle coppie in seconda unione, ha riconosciuto l’importanza di coltivare questa attenzione della Chiesa diocesana.

Andrea Frison