Lunedì 7 e martedì 8 settembre la diocesi di Vicenza celebra solennemente la Madonna di Monte Berico, patrona principale della diocesi e della città di Vicenza.
L’appuntamento annuale avrà una particolare nota festosa perché rientra nell’Anno Giubilare Mariano, iniziato lo scorso 8 febbraio, che ricorda i 600 anni dalla prima apparizione mariana sul Monte Berico.
Il 7 settembre, la salita orante verso il Santuario partirà alle 20.30 dal Cristo e sarà presieduta dal vescovo Giuliano, ma vedrà la presenza anche di rappresentanti di comunità cristiane non cattoliche e di rappresentanti delle comunità islamiche.
Giunti in Basilica, mons. Christian Carlassare, vescovo di Bentiu (Sud Sudan) offrirà una testimonianza sulla pace, tema dell’intera celebrazione.
L’8 settembre il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, presiederà la Messa patronale solenne a Monte Berico. Concelebreranno il vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto, il card. Agostino Marchetto, mons. Pizziol, vescovo emerito di Vicenza, mons. Tessarollo, vescovo emerito di Chioggia, mons. Dalla Zuanna, vescovo emerito di Beira (Mozambico), mons. Egidio Bisol, vescovo emerito di Afogados da Ingazeira (Brasile) e mons. Christian Carlassare, vescovo di Bentiu (Sud Sudan).
«Le numerose presenze dei confratelli vescovi, molti dei quali vicentini di nascita, e le missioni nelle quali hanno operato o stanno ancora operando – ha dichiarato mons. Brugnotto – esplicitano bene la cattolicità della Chiesa. La presenza di missionari ci aiuta a ricordare che siamo un corpo unico, come cristiani, pur essendo sparsi per il mondo. Questa felice coincidenza tra l’Anno Giubilare Mariano di Monte Berico ed il rientro anche di confratelli residenti ancora altrove ci permette di festeggiare questo 8 settembre, con un cuore che idealmente abbraccia tutto il mondo compresi i tanti vicentini presenti in terra straniera e ci permette di porre sotto il manto materno di Maria tutte quelle popolazioni che soffrono a causa di violenti conflitti. La dimensione missionaria delle comunità cristiane e l’impegno per un mondo di riconciliazione e di pace insieme a tutti gli uomini di buona volontà siano i tratti più belli di noi vicentini».





