Il vescovo Giuliano all’Assemblea diocesana del 6 giugno: “Siamo una Chiesa in cammino”

Sabato 6 giugno, presso il Centro diocesano “A. Onisto”, si è svolta una partecipata Assemblea diocesana sinodale dal titolo Comunità cristiane generative. I partecipanti sono stati circa 370, in maggioranza laici, ma con una buona presenza di sacerdoti, diaconi e consacrati.

La mattinata è iniziata con la condivisione di dati ed esperienze sui Consigli Pastorali delle Unità Pastorali e sui Gruppi Ministeriali. Dall’indagine è emerso che nel 78% delle parrocchie è costituito il Consiglio Pastorale Unitario, mentre nel 40% sono presenti i Gruppi Ministeriali. All’interno dei consigli prevale la presenza femminile (54%) su quella maschile (46%), mentre i giovani under 35 rappresentano ancora una netta minoranza (da 1 a 3 per consiglio).

Tra le testimonianze ha suscitato particolare interesse il processo di unificazione delle dieci parrocchie appartenenti all’unità pastorale “Astico-Cimone-Posina”: un cammino avviato da alcuni anni che ha coinvolto le comunità con esperienze molto promettenti. Durante la giornata tutti i presenti hanno ricevuto il testo “È parso bene allo Spirito Santo e a noi. Principi ispiratori, Statuto e Regolamento del Consiglio pastorale unitario”, frutto di un lungo percorso diocesano. Il documento è accompagnato da un decreto del Vescovo che stabilisce l’obbligo, a partire dal 2027, di istituire questo importante organismo in tutte le unità pastorali.

Un momento centrale è stato dedicato alla condivisione delle esperienze: i partecipanti, suddivisi in 32 tavoli di lavoro, sono stati invitati a scegliere un’immagine in grado di sintetizzare le loro riflessioni. Tra le tante proposte, è emersa l’immagine della “rotatoria”: un simbolo che fa intuire come il Consiglio Pastorale Unitario sia un luogo di convergenza, dove sacerdoti e laici percorrono un tratto di strada insieme per decidere quale direzione imboccare di fronte alle grandi sfide di oggi.

Al termine della mattinata è intervenuto fratel Sabino Chialà, priore di Bose, con una relazione dal titolo “Le dimensioni fondamentali della prima comunità cristiana”. Facendo riferimento agli Atti degli Apostoli – da lui definiti un testo “storico e programmatico”, strumento per misurare la vita delle comunità attuali sul Vangelo – Chialà ha evidenziato due caratteristiche essenziali per la Chiesa: una continua predisposizione al rinnovamento (poiché la Chiesa non è mai “finita”, dovendosi confrontare con situazioni impreviste) ed il costante intreccio tra missione ad intra e ad extra. Le due dimensioni sono complementari e inscindibili, poiché il Vangelo necessita non solo della testimonianza dei singoli, ma anche e soprattutto di quella della comunità.

Nel pomeriggio ha preso la parola il vescovo Giuliano, esprimendo gratitudine a Dio per una Chiesa diocesana che non si lascia paralizzare dalle reali fatiche e difficoltà presenti in ogni territorio. «Mentre ci troviamo a confrontarci con altre prospettive di vita e con sfide antropologiche inedite – ha affermato il Vescovo – la nostra Chiesa vicentina non è ferma e immobile. Come ha sottolineato Papa Leone, la grande opportunità che ci è offerta in questo tempo di mutamenti epocali è “riportare al centro il Vangelo”: questo è il dono che dà entusiasmo alla nostra vita e l’urgenza che ci spinge».

Dopo aver richiamato le direttive del Cammino sinodale delle Chiese in Italia e indicato Maria quale immagine della Chiesa che genera, mons. Brugnotto ha tracciato tre condizioni essenziali per essere “comunità cristiane generative” nel vicentino, priorità che segneranno i prossimi tre anni pastorali:

  • Riscoprire la gioia della fede e individuare vie nuove per iniziare alla vita cristiana;
  • Attivare il discernimento comunitario per valorizzare carismi e promuovere nuovi ministeri;
  • Rigenerare le strutture, affinché siano a servizio e non di ostacolo all’annuncio del Vangelo.

L’assemblea diocesana è terminata con la preghiera ecumenica e con la consegna ai presenti del “Patto tra le Chiese cristiane in Italia”, firmato a Bari lo scorso 23 gennaio. Il pastore metodista Davide Ollearo ha introdotto il momento ricordando che «la Bibbia stessa è il racconto di due patti di Dio con l’umanità. A creazione conclusa, Dio non dà ordini al neonato essere umano, ma stabilisce un patto con lui, condividendo diritti e doveri». Le implicazioni di questo accordo tra le Chiese sono profonde: «Un patto è un rapporto fra uguali – ha spiegato il Pastore – Dunque le varie Chiese si riconoscono compagne di strada con pari diritti e pari dignità. Il patto non è fine a se stesso, ma è il punto di partenza di un cammino da proseguire insieme».

L’Assemblea si è chiusa dando appuntamento al 19 settembre presso il Teatro Comunale, per l’incontro di inizio Anno Pastorale, che vedrà la partecipazione dei numerosi catechisti, animatori ed educatori impegnati nella formazione di ragazzi, giovani e famiglie