Riforma di Curia della diocesi di Vicenza

Entra in vigore dall’1 settembre 2026 la riforma della Curia della diocesi di Vicenza, iniziata con il vescovo Beniamino e portata a termine dal vescovo Giuliano.

La Chiesa italiana da alcuni anni sta vivendo un cammino di riforma fortemente marcato dalla sinodalità, ovvero dal maturare le scelte insieme. Più precisamente, la novità della metodologia si pone nel coinvolgimento di laici nel processo decisionale, sia per singole materie – come nei sinodi – sia per strutture istituzionali.

Anche la diocesi di Vicenza ha avviato da tempo il cammino sinodale, tanto che la presenza della Chiesa nel territorio è visibilmente mutata negli ultimi anni grazie alle Unità Pastorali, ma anche ai numerosi Gruppi Ministeriali e ai Diaconi permanenti.

«Ritenendo opportuno promuovere a livello diocesano una decisa conversione sinodale e missionaria in tutte le realtà ecclesiali – ha spiegato il Vescovo – e sottolineando la natura pastorale di tutta la Curia diocesana, anche con il Consiglio Episcopale in particolare, abbiamo provato a immaginare una struttura di Curia più snella e collaborativa».

Il criterio sinodale, avendo sempre come priorità l’annuncio del Vangelo, vuole infatti accompagnare i processi di rinnovamento delle iniziative pastorali e delle strutture partendo dalle necessità del popolo di Dio, valorizzando le parrocchie, i carismi della vita consacrata e delle aggregazioni laicali. Gli Organismi e i Servizi diocesani (Uffici di curia, Consigli, Consulte, etc.) sono infatti di vitale importanza per indirizzare e sostenere un’azione pastorale integrata a servizio della missione e per esprimere la corresponsabilità ecclesiale di tutte le componenti del popolo di Dio.

Tutto nell’ottica di una pastorale più unitaria e integrata, essenzializzando e razionalizzando i Servizi e gli Uffici pastorali, ripensandoli a partire dagli ambiti di vita delle persone e dall’ascolto delle necessità delle comunità e del territorio, in accordo con il piano pastorale e le scelte prioritarie della Chiesa locale così da favorire anche una gestione economica dei beni in forma trasparente e partecipata.

Per favorire dunque una stretta coordinazione di indirizzi, scelte e attività per una organica e fruttuosa azione pastorale, la Curia diocesana, cioè gli organismi e le persone che aiutano il Vescovo nel governo di tutta la Diocesi, soprattutto nel dirigere l’attività pastorale, nel curare l’amministrazione della Diocesi come pure nell’esercizio della potestà giudiziaria, sarà moderata dal Vicario Generale, don Giampaolo Marta, e avrà alcuni vicari episcopali. Don Claudio Zilio è stato confermato come vicario per il clero e don Andrea Guglielmi è stato nominato da poco vicario per l’evangelizzazione delle parrocchie riunite in unità pastorali. Oltre a loro, ve ne sono altri per settori specifici (la vita consacrata, i laici, i diaconi permanenti…).

I quattro ambiti di curia già esistenti (celebrazione e spiritualità, annuncio, prossimità, sociale e cultura) convergono ora rispettivamente in due settori: 1. Annuncio e cura della fede; 2. Testimonianza del Regno e cura della prossimità. Rimane a sé il settore degli affari generali, costituito da cancelleria, economato, amministrazione e stampa.

Ogni settore avrà un direttore che si occuperà di coordinare le attività dei diversi “servizi” e che parteciperà mensilmente al Consiglio Episcopale per favorire ulteriormente il coordinamento e l’informazione. Per il settore Annuncio e cura della fede è stato nominato direttore Agostino Rigon, referente della Pastorale missionaria, per la Testimonianza del Regno e cura della prossimità sarà direttore Lucio Turra, da un anno referente per la Pastorale sociale diocesana, mentre per gli Affari generali sarà il cancelliere vescovile, mons. Adolfo Zambon.

Il progetto di riforma della Curia è stato considerato nella complessità della diocesi, pertanto sono presenti anche gli istituti collegati (come il Museo diocesano, l’Istituto diocesano di Musica Sacra e Liturgica, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose…) e gli organismi diocesani (il Laboratorio pastorale che sostiene il processo di riforma delle strutture ecclesiali nel territorio oppure le commissioni ministeri, per la formazione permanente del clero, per i gruppi ministeriali).

«Si tratta di cambiamenti importanti – ha spiegato ancora mons. Brugnotto – Il linguaggio indica già una visione precisa della realtà. Nel nostro caso, il cambiamento di alcuni termini vuole esplicitare un modo nuovo di lavorare in Curia: non più per singolo ufficio, ma insieme. Certamente è un processo in atto da tempo e ancora dovrà perfezionarsi, ma questo è un passaggio importante, anche come testimonianza, perché cambia la Curia che è a servizio del popolo di Dio».

In foto: la curia vescovile al termine del Giubileo francescano a Lonigo.

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Nomine di direttori e referenti dei singoli servizi diocesani per un triennio dall’1 settembre 2026: 

Settore “Annuncio e cura della fede”

Direttore del Settore: Rigon Agostino;

Referente del Servizio per l’evangelizzazione e la catechesi: Casarotto don Giovanni;

Referente del Servizio per il catecumenato: Casarotto don Giovanni;

Referente del Servizio per la pastorale liturgica: Ruaro mons. Pierangelo;

Referente del Servizio per la pastorale giovanile e vocazionale: Mancino Pietro;

Vice-Referente del Servizio per la pastorale giovanile: Rodighiero don Nicolò;

Vice-Referente del Servizio per la pastorale vocazionale: Nicoletti don Matteo;

Referenti del Servizio per la pastorale familiare: Fabris Stefano e Refosco Stefania;

Referente del Servizio per la pastorale missionaria e la cooperazione tra le Chiese:
Rigon Agostino;

Collaboratore del Servizio per la pastorale missionaria e la cooperazione tra le Chiese per la “missio” giovani: Reynoso Tostado p. Carlos Eduardo;

Referente del Servizio per la pastorale dei migranti cattolici: Ziliotto p. Giandomenico.

Settore “Testimonianza del Regno e cura della prossimità”

Direttore del Settore: Turra Lucio;

Referente del Servizio per la pastorale della carità: Savio diac. Alessandro;

Referente del Servizio per la pastorale della salute: Cappelletto suor Maria;

Referente del servizio per la pastorale sociale (lavoro, giustizia, pace e cura del creato): Turra Lucio;

Referente del Servizio per la pastorale dell’educazione (scuola, università, insegnamento della religione cattolica): Benazzato don Marco;

Referente del Servizio per la pastorale della cultura: Tommasi mons. Roberto;

Referente del Servizio per il dialogo (ecumenico, interreligioso, con i non credenti): Padovan don Gianluca.

Settore “Affari generali”.

Direttore del Settore: Zambon mons. Adolfo;

Referente del Servizio amministrativo: Peruzzo don Francesco;

Vice-Referente del servizio amministrativo: Bedin Luigi;

Referente del Servizio beni culturali: Posenato don Enrico;

Referente del Servizio per le comunicazioni sociali: Graziani don Alessio Giovanni;

Vice-Referente del Servizio per le comunicazioni sociali e Incaricata dell’Ufficio stampa: Borgo suor Naike Monique;

Referente del servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica: Miola mons. Giuseppe;

Referente del Servizio informatico: Giaretta Lauro.

Sono inoltre confermati ad nutum Episcopi i Delegati vescovili per la consulta diocesana delle aggregazioni laicali (Grendele mons. Flavio), per la vita consacrata (De Rossi don Diego), per il diaconato permanente (Sandonà don Giovanni) e per la Chiesa cattedrale (Gasparini mons. Francesco), oltre al Cancelliere (Zambon mons. Adolfo). L’Economo diocesano (Mattiello Marika) è già stata nominata il 28 agosto 2023 per un quinquennio.