Omelia nella III Domenica di Quaresima – Giubileo Mariano Famiglie Santuario di Monte Berico, 8marzo 2026

Omelia nella III Domenica di Quaresima  – Giubileo Mariano Famiglie

Santuario di Monte Berico, 8marzo 2026

 

Letture: Es 17,3-7; Sal 94; Rm 5,1-2.5-8; Gv 4,5-42

Fratelli e sorelle carissimi,

in questa III domenica di Quaresima, nel contesto così significativo del Giubileo mariano delle famiglie, la Parola di Dio ci conduce al cuore della nostra sete più profonda. È una sete che abita ogni persona, ogni sposo, ogni sposa, ogni figlio, ogni famiglia. È la sete di essere amati davvero, di essere riconciliati, di ritrovare speranza quando il cammino si fa faticoso.

Il popolo nel deserto

Nel libro dell’Esodo il popolo in cammino verso la piena libertà ha sete nel deserto. E la sete diventa mormorazione, protesta, smarrimento: “Perché ci hai fatti salire dall’Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?” (cfr Es 17,3-7). È una scena che ci somiglia. Anche nelle famiglie, anche nella vita coniugale, anche nei rapporti tra genitori e figli, ci sono momenti di deserto. Momenti in cui sembra mancare l’acqua della fiducia, della pazienza, del dialogo, della tenerezza. E allora il cuore si inaridisce, la parola si fa dura e ingrata

Ma proprio lì, nel luogo della prova, Dio fa scaturire l’acqua dalla roccia. Là dove l’uomo vede soltanto durezza, Dio apre una sorgente. Là dove noi tocchiamo il limite, il Signore inaugura una possibilità nuova. “Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore” (Sal 94). Chiediamo di avere un cuore che sappia ancora ascoltare.

L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori

Se ci apriamo all’ascolto ci lasceremo stupire dall’annuncio dell’apostolo Paolo: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5). Notiamo bene: non dice semplicemente che Dio ci ama, ma che il suo amore è stato riversato nei nostri cuori. Come acqua viva, dono sovrabbondante e forza interiore capace di ricominciare. E aggiunge: “Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (cf Rm 5,8). Dunque il punto di partenza non è la nostra bravura, ma la misericordia di Dio.

Dammi da bere

È in questa luce che comprendiamo il grande incontro narrato nel quarto Vangelo: Gesù e la samaritana. Gesù è stanco, siede al pozzo, e chiede: “Dammi da bere”. È una delle parole più umili e più disarmanti del Vangelo. Dio si presenta mendicante presso la nostra sete. Colui che può dare l’acqua viva si mostra assetato dell’uomo. Non entra nella vita della samaritana con violenza, non la giudica dall’esterno, non la umilia davanti alla sua storia ferita: le rivolge una parola che raggiunge il suo desiderio più profondo.

E qui tocchiamo un punto decisivo per la vita delle famiglie e per la verità dell’amore umano. La vicenda della samaritana ricorda a tutti che l’amore umano è sempre un amore ferito, bisognoso di essere costantemente sanato con il perdono e con l’acqua viva che solo il Signore Gesù è in grado di donare. Non c’è amore umano che non conosca la fragilità. Non c’è matrimonio che non attraversi ore di povertà. Non c’è famiglia che non porti qualche ferita visibile o nascosta.

Gesù, con infinita delicatezza, conduce quella donna a riconoscere la sua verità. Non la schiaccia sotto il peso del passato; la apre alla possibilità di un futuro. Le fa comprendere che il suo desiderio di amore non è sbagliato, ma è incompiuto; non è da condannare, ma da purificare.

Per questo la parola di Gesù risuona oggi con particolare bellezza per gli sposi cristiani: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti parla”. La bellezza del matrimonio cristiano sta proprio qui. Nella scoperta sempre nuova del dono di Dio presente nell’altro, nella propria vocazione, nella grazia sacramentale, nella pazienza quotidiana, nella fedeltà che ricomincia, nel perdono che risana.

Quante volte, dentro la vita familiare, si smarrisce proprio questo stupore: non si riconosce più il dono; si vedono soltanto i limiti, le stanchezze, i ritardi, le incomprensioni. E invece la Quaresima ci riporta al pozzo, ci fa sostare davanti a Cristo, ci insegna a lasciarci guardare da Lui. Perché solo chi si lascia amare dal Signore può imparare ad amare davvero.

La gioia dell’amore coniugale sempre

Papa Francesco lo ha espresso con grande finezza in Amoris laetitia: “Molti non percepiscono che il messaggio della Chiesa sul matrimonio e la famiglia sia stato un chiaro riflesso della predicazione e degli atteggiamenti di Gesù, il quale nel contempo proponeva un ideale esigente e non perdeva mai la vicinanza compassionevole alle persone fragili come la samaritana o la donna adultera” (n. 38).

Ecco la tensione evangelica che la Chiesa deve sempre custodire con umiltà: un ideale esigente e una vicinanza compassionevole. Se manca l’ideale, tradiamo la verità dell’amore. Se manca la compassione, tradiamo il cuore di Cristo.

Per questo la Chiesa, quando guarda alle famiglie, agli sposi in difficoltà, ai conviventi, alle unioni ferite, non può assumere né lo sguardo freddo del censore né quello superficiale di chi banalizza tutto. È chiamata ad avere lo sguardo di Gesù: uno sguardo che discerne, accompagna, corregge, attende, rialza. Può Dio aver dimenticato la sua misericordia? No.

Ancora Papa Francesco ci ha ricordato: “Anche le coppie che convivono o le unioni di fatto sono ‘situazioni che vanno affrontate in maniera costruttiva, cercando di trasformarle in opportunità di cammino verso la pienezza del matrimonio e della famiglia alla luce del Vangelo. Si tratta di accoglierle e accompagnarle con pazienza e delicatezza’. È quello che ha fatto Gesù con la samaritana (cfr Gv 4,1-26): rivolse una parola al suo desiderio di amore vero, per liberarla da tutto ciò che oscurava la sua vita e guidarla alla gioia piena del Vangelo” (ibid. 294).

E qui, in questo santuario di Monte Berico, il nostro sguardo si volge naturalmente a Maria, Madre di Misericordia. Ella ci insegna la via maestra. A Cana si accorge che manca il vino, che la gioia delle nozze sta venendo meno, che la festa rischia di spegnersi. E indica ai servi, e a ciascuno di noi, la parola decisiva: “Fate quello che Lui vi dirà”.

Questa è la consegna di Maria alle famiglie in questo Giubileo. Quando non c’è più vino, quando viene meno la gioia, quando la convivenza si fa pesante, quando le parole non bastano più, quando il cammino appare oscurato, la Madre non offre ricette facili; ci conduce all’obbedienza della fede: Fate quello che Lui vi dirà. Tornate al Vangelo. Tornate alla preghiera. Tornate al perdono, alla gentilezza, a chiedere l’acqua viva.

Lasciamo che la Madre di Misericordia raggiunga anche il nostro amore povero e ferito, e ci indichi con tenerezza la parola di Gesù: dammi da bere: il tuo amore povero e ferito. Amen.

 

Preghiera alla Madonna di Monte Berico

Madonna di Monte Berico,

Madre tenera e premurosa,

in te contempliamo

la bellezza dell’amore custodito da Dio,

e sotto il tuo manto

fiduciosi ci rifugiamo.

 

Madonna di Monte Berico,

accogli e proteggi tutte le famiglie,

le coppie di sposi, i conviventi,

le unioni civili, i separati

e quanti vivono una nuova unione;

avvolgi tutti con la tua misericordia

e sostieni ciascuno nel cammino

verso la pienezza dell’amore evangelico.

 

Madonna di Monte Berico,

fa’ che le nostre case

siano luoghi di ascolto e di comunione,

cenacoli di preghiera e di speranza,

scuole di Vangelo vissuto

e dimore in cui nessuno si senta escluso,

respinto o dimenticato.

 

Madonna di Monte Berico,

mai più ci siano nelle famiglie

violenza, durezza di cuore, chiusura e divisione;

chi è ferito trovi consolazione,

chi è stanco trovi sostegno,

chi ha conosciuto fallimento o solitudine

trovi rispetto, accoglienza e pace.

 

Madonna di Monte Berico,

dona a tutti forza e luce

per continuare il cammino del bene,

per crescere nella fedeltà possibile,

nella cura reciproca, nel perdono

e nell’amore che il Vangelo insegna e chiede.

 

Madonna di Monte Berico,

nei giorni incerti oscurati da conflitti e violenze

intercedi per il dono della pace

nelle famiglie e nel mondo intero;

spezza ogni odio, disarma ogni cuore,

fa’ rifiorire la concordia tra i popoli

e insegnaci a riconoscerci tutti fratelli.

 

O Madre di Monte Berico,

ascolta la nostra supplica,

custodisci noi e tutti i bambini sotto il tuo manto

e accompagnaci ogni giorno

verso tuo Figlio Gesù.

 Amen.

 

+ vescovo Giuliano