Omelia nella preghiera di ringraziamento al termine dell’anno civile Cattedrale, 31 dicembre 2025

Omelia nella preghiera di ringraziamento al termine dell’anno civile

Cattedrale, 31 dicembre 2025

Lettura: Gal 4,3-7

Fratelli e sorelle, abbiamo ascoltato l’insegnamento dell’apostolo Paolo ai Galati: “Quando eravamo fanciulli, eravamo schiavi degli elementi del mondo”. Nel 2025 abbiamo visto quanto questi “elementi” sappiano essere duri: la logica della paura, la spirale del conflitto, l’ansia economica, l’irrigidimento dei cuori. Eppure Paolo non si ferma alla diagnosi: annuncia un varco.

“Quando venne la pienezza del tempo…”: in questo anno giubilare, la “pienezza del tempo” è diventata quasi tangibile nella concretezza dei segni. A Roma abbiamo attraversato le Porte Sante. Come a dire: la grazia non è un auspicio, è un ingresso reale, una soglia da varcare per tornare alla nostra vera casa.

Poi, come spesso accade nella storia della Chiesa, la “pienezza” è passata anche attraverso il dolore: Papa Francesco ci ha lasciati il 21 aprile 2025. E proprio dentro il lutto, la Chiesa ha sperimentato ancora una volta ciò che l’apostolo Paolo proclama: non siamo orfani. L’8 maggio 2025 il Conclave ha eletto Robert Francis Prevost che ha preso il nome Leone XIV. È un passaggio che, vissuto in un anno giubilare, diventa catechesi: la Chiesa non vive della forza umana o di strutture, ma della fedeltà di Dio che continua a generare figli e a donare pastori. L’abbiamo sperimentato anche nella nostra chiesa vicentina con il dono di due preti e un diacono diocesani e un prete e due diaconi religiosi.

E qui Galati 4 tocca il vertice: “Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre!”.  Un grido pieno di gioia. Nel 2025 questo grido ha avuto anche un volto giovane: il Giubileo dei Giovani (28 luglio–3 agosto 2025): un popolo di ragazzi e ragazze che a Tor Vergata, in un mondo spesso cinico, ha osato dire con la vita che la speranza sostiene le loro visioni. E in settembre la Chiesa ha indicato due “fratelli maggiori” molto vicini alle nuove generazioni: la canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati (7 settembre 2025). Come se il Signore ci avesse sussurrato: la santità non è fuori tempo; è il modo più umano di vivere da figli.

Ma Paolo non parla solo ai cristiani come fossero un gruppo separato dal mondo: parla all’uomo concreto, dentro la storia. E la storia del 2025 ci ha lasciato ferite aperte. La guerra in Ucraina è continuata, con nuovi attacchi e sofferenze civili; e in Medio Oriente, dopo due anni devastanti, l’attenzione del mondo è rimasta puntata sulla fragilità di tregue e percorsi politici, con una crisi umanitaria che continua a interrogare le coscienze.

Anche sul piano economico e geopolitico, il 2025 è stato segnato da un irrigidimento delle barriere commerciali che ha riproposto domande sempre più urgenti su sviluppo, equità e futuro. E nondimeno ha prodotto non solo nuove espulsioni di migranti dai paesi ricchi ai paesi poveri ma pure 1700 tra morti e dispersi nel nostro Mar Mediterraneo.

Ed è qui che il Giubileo diventa gratitudine: perché, proprio mentre il mondo mostra quanto siano fragili le nostre sicurezze, Paolo ci consegna una certezza più profonda: Non sei più schiavo, ma figlio. E se figlio, sei anche erede – per grazia.

Noi abbiamo avuto e continuiamo ad aver accesso “a questa grazia nella quale ci troviamo… la speranza non delude… perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo” (Rom 5).

Nel 2025, tra porte che si aprono, lacrime per un Papa che ci ha lasciati e stupore per un Papa che ci è stato donato, tra giovani che riaccendono la fede e popoli che attendono la pace, lo Spirito continua a fare una cosa sola—umilissima e invincibile: ci fa dire “Abbà”. E quando un uomo torna a dire “Padre”, il mondo non è ancora guarito, ma non è più senza futuro. Perciò Noi ti lodiamo Dio, ti proclamiamo Signore. Pietà di noi, Signore, pietà di noi. Tu sei la nostra speranza, non saremo confusi in eterno.

RIPERCORRERE L’ANNO CIVILE PER RENDERE GRAZIE AL SIGNORE

(a cura di Lucio Turra – direttore Ufficio pastorale del lavoro e custodia del creato)

 

 

INTRODUZIONE

In pochi minuti, ricordare gli eventi della nostra Chiesa e del Mondo, non è semplice ed è sicuramente parziale.

Ci sono molte domande che dovremmo porci. E molte di queste sicuramente resteranno senza risposta.

Ci sono due parole che si sono confrontate in questo anno: speranza e incertezza.

Mi sembra che si possa cogliere una sorta di Esodo. Abbiamo bisogno di una Luce, la Luce del Natale, la Luce del Risorto.

Ma, in questo anno 2025, ci sono altri binomi contrapposti che hanno animato la vita, i pensieri, le azioni umane, la Natura stessa: pace e guerra (conflitti), giustizia ed ingiustizia, ricchezza e povertà, potere ed esclusione, nonviolenza e violenza, sicurezza e insicurezza, coraggio e paura, economia e finanza …

Il filo conduttore di questo cammino è legato agli “sguardi”, al vedere e al farsi vedere (pensiamo al ruolo preponderante dei social e dell’I.A.).

 

IL CAMMINO DEL 2025

Ci sono delle interconnessioni che segnano questo cammino e ci indicano un percorso di ricerca, tortuoso, faticoso, altre volte positivo, significativo, edificante.

Abbiamo iniziato l’anno 2025 con le guerre, i conflitti, le più ignominiose azioni umane. Nonostante siano trascorsi ottant’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, ci si chiede ma è umano tutto quello che vediamo, conosciamo, sperimentiamo? Eppure, nella Chiesa e nel Mondo si va avanti, sempre, perché la fiducia rimane il baluardo fondamentale dell’amore umano e divino che supera l’impossibile, che ci dà speranza.

Veniamo, allora, a questo cammino.

 

Gennaio

Il 2025 si apre con cammino di Pace in presenza di molti conflitti a livello internazionale, in particolare quelli più vicini a noi: il conflitto russo-ucraino e il conflitto in Terra Santa, tra Israele e Palestina. In questo contesto si inserisce il Giubileo della Speranza, il tempo dedicato alla preghiera, al cammino, a raccogliere i sentimenti e le emozioni della vita credente, del rendere giustizia e considerazione soprattutto verso i poveri del Mondo.

Il mese di gennaio è caratterizzato da due eventi internazionali che hanno aperto una stagione problematica: la vicenda che ha coinvolto la giornalista Cecilia Sala detenuta in Iran (dal 16 dicembre) e liberata il 12 di gennaio; e l’entrata in carica per la seconda volta di Donald Trump Presidente degli Stati Uniti e le conseguenze della sua politica annunciata già in campagna elettorale.

A latere, Papa Francesco nomina Cardinale il nostro vicentino Fabio Baggio, sottosegretario al Dicastero dello Sviluppo Umano Integrale, il dicastero impegnato a dare una traiettoria che va in controtendenza rispetto alle logiche della attuale politica a vari livelli.

 

Febbraio

Si è aperto con l’Assemblea diocesana di Schio (8 febbraio) in occasione del ricordo di Santa Giuseppina Bakhita (e due preti don Giacomo e don Antonio deceduti in un incidente stradale in Sud Sudan). È stata un’assemblea alla presenza di oltre 1500 persone ed ha affrontato vari temi della vita ecclesiale della nostra diocesi.

Apprensione c’è stata per l’ennesimo ricovero al Gemelli di Papa Francesco, ricoverato per oltre un mese e mezzo.

Il Museo diocesano ha compito vent’anni il 19 febbraio.

 

Marzo

È un mese contrassegnato da alcuni eventi ecclesiali di cambiamento. Da un lato la scelta di condividere, a Sarmeola, il Seminario diocesano, in via sperimentale, con le diocesi di Chioggia, Padova, Rovigo. Dall’altro lato si è svolta la 2ª Assemblea Sinodale Nazionale dove sono state consegnate discusse le preposizioni consegnate al Consiglio Permanente della CEI.

Due eventi importanti hanno riguardato l’incontro promosso dalla Diocesi riguardante le problematiche inerenti al Progetto della TAV e nel quale sono state raccolte riflessioni e questioni delicate relativamente a questa importante opera per la città di Vicenza.

Il secondo evento ha riguardato l’intervento del Presidente Sergio Mattarella in occasione della giornata internazionale della Donna, nel quale ha ribadito “la piaga vergognosa e inaccettabile” della violenza contro le donne.

Aprile

È stato un mese che si potrebbe definire per certi versi carico di tristezza: Papa Francesco muore il 17 aprile lasciando un vuoto nel mezzo del cammino giubilare.

La tristezza è cresciuta per effetto dell’alluvione dell’Agno con due persone decedute per la caduta di un ponte (padre e figlio). La Diocesi si è premurata di raccogliere dei fondi per le famiglie coinvolte in questo drammatico evento.

La Messa Crismale e il Giubileo degli adolescenti (cui hanno partecipato 800 ragazzi) hanno consegnato alla nostra diocesi elementi di speranza, nonostante la morte del Papa.

L’Ottantesimo Anniversario della Liberazione (il 25 aprile) ha avuto un tono “moderato” (per la morte del Papa), anche se è sempre oggetto di una conflittualità e incomprensioni latenti.

 

Maggio

Il Conclave convocato per l’elezione del nuovo Papa, sotto i riflettori del mondo, della stampa, dei social, ha espresso con rapidità il nome di Robert Francis Prévost, Papa Leone XIV. La storia di Papa Leone la conosciamo bene. Due cose forse, per qualcuno secondarie, ci dicono già le caratteristiche di Papa Leone: il secondo nome Francis (Francesco) e il nome che ha scelto Leone (storicamente frate Leone e stato concretamente vicino a San Francesco) e il predecessore Leone XIII è stato il Papa della Rerum Novarum (una rivoluzione nell’impegno della Chiesa per il Mondo).

Il mese di maggio ha aperto momenti di vera speranza: pensiamo al Giubileo diocesano dei ragazzi e delle Famiglie in sette zone della diocesi; la nomina degli alfieri della Repubblica (ne cito solo due ma tutti meriterebbero di essere ricordati): Tommaso inventore con l’intelligenza artificiale di un dispositivo per il nonno malato di Parkinson e Maria Camilla, giovanissima, volontaria in un carcere. E da ultimo la veglia di Pentecoste con l’accensione dei ceri nel piazzale della Vittoria, promossa dall’Azione Cattolica, a cui hanno partecipato molte persone appartenenti ad altre fedi religiose e persone sensibili, con un gesto simbolico per il dramma di Gaza.

 

Giugno

Il mese di giugno ha visto momenti molto positivi nel 2° festival della Pastorale Giovanile, per manifestare speranza. Le ordinazioni presbiterali di Alex Cailotto e Paolo Allegro. Mille giovani (il 18 giugno) si sono ritrovati per accendere un cero la notte prima degli esami, iniziativa organizzata dalla Pastorale giovanile e vocazionale.

Si sono svolte le consultazioni referendarie sui temi del lavoro e della cittadinanza. Il quorum non è stato raggiunto.

 

Luglio

È stato un mese “giovane”: è stato inaugurato dall’Azione Cattolica il Sentiero “Damiano Iannascoli” a Tonezza, un giovane appassionato di montagna e di musica, morto improvvisamente nel 2015, come segno della necessità di mettersi in cammino e superare fatiche con la gioia nel cuore.

E poi, il Giubileo dei Giovani della nostra diocesi (550) che hanno partecipato al grande evento con Papa Leone. Un’occasione ricca di condivisione, preghiera, amicizia, riflessione per crescere nella fede.

 

Agosto

Dopo la metà di agosto si è spento a Torino, Mons. Cesare Nosiglia, già vescovo di Vicenza, dopo una malattia. Con il Vescovo Giuliano abbiamo partecipato alle esequie.

 

Settembre

Potremmo dire che settembre è stato il mese della “fede” e il mese dedicato a Maria. In occasione della processione a Monte Berico la vigilia dell’8 settembre, data della Festa patronale della nostra diocesi, ha dato modo al nostro Vescovo di annunciare l’avvio del Giubileo Mariano nel corso del 2026, e l’incontro degli amministratori locali.

Settembre è stato caratterizzato da altri tre eventi importanti:

  • la canonizzazione di due giovani a Roma da Papa Leone, Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, testimoni di una fede semplice, attiva, concreta e operosa verso i più bisognosi, i poveri. Sono entrambi un segno bello di testimonianza cristiana.

  • L’Assemblea diocesana con i rappresentanti delle unità pastorali.

  • Il Giubileo della Diocesi alla fine di settembre cui hanno partecipato circa 850 pellegrini.

Il mese di settembre ha posto alla nostra attenzione altri due eventi di rilevante importanza per la nostra città e per l’impegno sociale:

  • La preghiera interreligiosa all’alba del 25 settembre che ha preceduto l’inaugurazione del grande Parco della Pace a fianco della base militare degli Stati Uniti “Dal Din” avvenuto qualche giorno dopo con il concorso di tanta gente festosa. Il Parco della Pace è una presenza che ci aiuta a riflettere e controbilanciare la forte militarizzazione del nostro territorio e della città.

  • La veglia del Creato, promossa dalla Pastorale per il Dialogo e Interreligiosa e dalla Pastorale Sociale, è stata una occasione particolarmente intensa dove la preghiera, i canti, la condivisione, rappresentano lo stile per costruire conoscenza reciproca e dialogo. La Laudato Sii aleggia nel cammino comune.

 

Ottobre

Ottobre è stato il mese “sociale”, nel bene e nel male.

Il 4 ottobre ci è stata consegnata l’esortazione apostolica sull’amore verso i poveri, Dilexi te (Ti ho amato) scritta a quattro mani da Papa Francesco e Papa Leone. È un documento che va meditato perché pone al centro i poveri con un accento molto forte che stravolge le nostre comode riflessioni in poltrona.

Siamo innanzitutto colpiti da un fatto che ai più sarà sfuggito. L’incidente stradale dove 4 braccianti muoiono e 6 rimangono feriti, ha messo in luce, ancora una volta, il tema dei trattamenti lavorativi degli immigrati, lo sfruttamento lavorativo e il caporalato. Non si puo tacere questa situazione.

Il tema dell’acqua e dell’inquinamento da Pfas è un grave problema. Lo sappiamo da un recente convegno organizzato dall’Ordine dei Medici. Non è un caso che c’è un allarme in corso e perfino la diocesi di Padova si è attivata nell’organizzare la giornata del Creato presso le risorgive del Bacchiglione. A cui ha partecipato la nostra diocesi. Con la salute non si scherza!

Aspetti positivi li riscontriamo nell’inaugurazione di Casa San Bernardino, segno giubilare della nostra diocesi, per testimoniare l’aiuto e l’accoglienza abitativa per chi casa non ce l’ha.

Altro aspetto importante è l’adesione del Comune di Vicenza alla Comunità Energetica proposta dalla Diocesi. Le Comunità energetiche sono un impegno della Chiesa Italiana dopo la settimana sociale di Taranto.

Da un punto di vista ecclesiale sono da segnalare l’incontro tra Papa Leone e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; il pellegrinaggio notturno dei giovani da Vivaro a Monte Berico; la 3ª Assemblea Sinodale della Chiesa Italiana che ha approvato le Proposizioni in via definitiva consegnandole ai vescovi italiani. Le Proposizioni contengono cambiamenti importanti per le nostre comunità.

Novembre

A novembre ci sono stati due avvenimenti internazionali di portata: il 1° viaggio Apostolico di Papa Leone in Turchia e in Libano, due paesi chiave nello scacchiere mediorientale e nelle relazioni internazionali nell’est Europa. Il fare memoria del Concilio di Nicea 1700 anni fa ha dato modo di cementare il dialogo ecumenico con il Patriarca Bartolomeo I. Non è un caso che Papa Leone abbia iniziato i suoi viaggi apostolici in questi Paesi, per tante ragioni di carattere politico.

Nel mese di novembre c’è stata la Cop30, la conferenza Onu di Belem in Brasile sul clima che ha avuto, purtroppo degli esiti in chiaro-scuro. Il nostro riferimento è comunque la Laudato Sii che rappresenta un punto di non ritorno sulla difesa dell’Ambiente per uno sviluppo integrale.

Ancora una volta il Presidente Mattarella è intervenuto sulla giornata internazionale di eliminazione della violenza contro le donne.

 

Dicembre

L’8 dicembre 1965 Paolo VI chiudeva il Concilio Vaticano II. C’è ancora memoria di questo evento?

A fine novembre ci sono state le elezioni regionali nel Veneto e il centro destro si è confermato alla guida della Regione con l’elezione a Presidente di Alberto Stefani, giovane di 33 anni, laureato in giurisprudenza e il più giovane presidente della Giunta della Regione del Veneto di sempre.

Mattarella interviene sul tema della difesa comune europea ripercorrendo gli auspici di Alcide De Gasperi.

Infine, ad inizio mese viene accesa la fiamma Olimpica che ci porterà verso le Olimpiadi di Milano Cortina del febbraio 2026.

Viene approvata ieri la Legge di Bilancio.

Sottolineiamo che Alberto Trentini cooperante è da oltre 411 giorni imprigionato in Venezuela con motivi mai chiariti.

 

CONCLUSIONE

Penso comprendiamo tutti che l’incertezza va coniugata con instabilità. Cercheremo di convivere.

Non sono state sottolineate in date precise alcune questioni aperte:

Europa

  • Qual è il ruolo dell’Europa?

  • La Francia ha cambiato molti governi. La Germania ha cambiato radicalmente la propria logica con massicci investimenti negli armamenti.

  • Il tema della difesa si incunea nel grande tema dei confini.

  • L’unica logica è il riarmo?

  • La risposta alla proposta del diaconato femminile non ha trovato seguito.

Quanti femminicidi in questo anno? Le scuole abolite alle donne in Afganistan.

  • Giovani

Investimenti nei giovani introdotta con una modalità agevolata in Spagna.

C’è un grande rischio che, forse, è sottotraccia in questi avvenimenti che abbiamo vissuto: nell’architettura dell’umano il rischio è “la crisi mondiale generazionale” in atto. Che cosa lasciamo alle generazioni future, ai nostri figli, nipoti, pronipoti?

  • Denatalità e Anziani

Quante volte si è parlato del calo delle nascite quest’anno? Quante volte si è parlato della nostra popolazione anziana in forte crescita?

  • Immagine finale

Dobbiamo “disegnare nuove mappe di speranza” ci ricorda Papa Leone. È significativa l’immagine che ci ha regalato il Papa: “Le costellazioni non si riducono a neutri e appiattiti concatenamenti delle diverse esperienze. Invece di catene, osiamo pensare alle costellazioni, al loro intreccio pieno di meraviglia e risvegli.” (Lettera Apostolica 60° anniversario della Dichiarazione Gravissimum Educazionis – 28.10.2025)

+ vescovo Giuliano