Si è svolto a Zelarino (VE), presso il Centro Pastorale Cardinale G. Urbani, il 24 ottobre 2026, il Convegno triveneto di Pastorale della salute dal titolo: Chiesa e cura della fragilità: quale assistenza e quale assistente?
L’evento, promosso dalla Commissione regionale per la Pastorale della salute della Conferenza episcopale Triveneto e dall’Associazione italiana di Pastorale della salute, ha registrato una numerosa e calorosa partecipazione di operatori, volontari e ministri ordinati.
Dopo l’accoglienza nello splendido contesto paesaggistico, i lavori sono stati introdotti dal moderatore, il Dottor Gian Antonio Dei Tos, Coordinatore della Commissione regionale. Ha fatto seguito l’indirizzo di saluto e un momento di preghiera iniziale guidato da Sua Eccellenza Monsignor Riccardo Lamba, Arcivescovo della Diocesi di Udine e Presidente della Commissione regionale per la Pastorale della Salute.
La prima relazione è stata affidata a Don Tullio Proserpio, Cappellano all’Istituto Tumori di Milano. Il relatore ha approfondito il tema Assistenza religiosa e assistenza spirituale: definizioni, analogie, differenze, stimolando i presenti con riflessioni sui dati scientifici della Sanità odierna, provocazioni e toccanti testimonianze raccolte direttamente sul campo.
Dopo la pausa caffè, la Professoressa Assunta Steccanella, Teologa e Vicepresidente della Facoltà Teologica del Triveneto (Padova), ha offerto un denso approfondimento sulla figura dell’operatore pastorale e sul senso profondo della cura: Nei malati servire Cristo, servire i malati in Cristo.
«Il mio taglio di riflessione è specificamente cristiano… ma nella vostra esperienza non si incontrano solo cristiani credenti o persone d’élite: si incontrano persone di tantissime istituzioni religiose e culturali. Cosa vuol dire allora? Che è essenziale attuare un’assistenza di tipo spirituale, che sta alla base di ogni assistenza religiosa».
La teologa ha definito la spiritualità non come un concetto vago, bensì come l’attesa dell’uomo di essere accolto nella sua globalità (corpo, mente e apertura trascendente) per poter manifestare la propria umanità. Nella persona fragile, malata o anziana, la spiritualità si traduce nel bisogno di una presenza, nell’esigenza di ascolto, nella ricerca di gratuità, nel desiderio di riconciliazione e di comunità.
Il resoconto completo lo potete trovare nel file allegato.





