Omelia nella celebrazione delle esequie di don ALFREDO GROSSI Chiesa parrocchiale di Villa del Ferro, 8 marzo 2023

Letture: 1Cor 2,1-9; Sal 129 (130); Gv 14,1-6

 

Terminata la lavanda dei piedi e annunciato il tradimento di Giuda, Gesù esce dalla stanza superiore con i suoi discepoli e apre loro il cuore: Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. E aggiunge: dove vado io, voi non potete venire. Ed è Simon Pietro a replicare: Signore, dove vai? Gesù gli rispose: dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi. Pietro con la fragilità del suo tradimento, avrà la grazia di seguire Gesù dopo la sua pasqua fino all’offerta totale della propria vita. Il Signore lo ha reso partecipe della sua gloria. Il Cristo crocifisso gli ha aperto la strada per preparargli un posto nella casa del Padre. Il suo desiderio è che ogni discepolo possa stare al suo fianco nella casa del Padre: vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via.

È con profondo dolore che diamo il saluto cristiano a don Alfredo. La sua morte improvvisa, quando ancora si trovava nel pieno del ministero in queste comunità di Val Liona, ci ha scosso tutti. E vogliamo stringerci al papà Angelo, al fratello Riccardo e alla sorella Lucia, in un unico abbraccio colmo delle parole di Gesù: non sia turbato il vostro cuore. Nell’oscurità del dolore il Signore Gesù fa entrare un raggio di luce che noi possiamo accogliere ponendo fiducia piena in Dio Padre e nel suo Figlio Gesù: nella casa del Padre vi sono molte dimore. E noi vogliamo credere che una di queste dimore sia stata preparata per don Alfredo. Per questo siamo qui in preghiera attorno all’altare.

Don Alfredo ha calpestato i passi della Via che è Cristo, per accogliere la Verità scegliendo il bene e così ottenere la Vita non meno che eterna.

 

Don Alfredo ha accolto la sua vita come un dono e ha risposto alla chiamata del Signore che lo voleva quale segno del Buon Pastore in mezzo al suo popolo. Ordinato presbitero nel 1988 ha svolto il ministero pastorale in molte comunità: S. Giuseppe di Cassola, Fontaniva, Castelgomberto, S. Carlo in Vicenza, S. Maria di Tretto, S. Ubaldo, Velo d’Astico, Meda, Seghe, nelle parrocchie dell’Unità pastorale Noventa Vicentina-Saline, in quelle dell’Unità pastorale S. Gottardo-Zovencedo e dal 2017 in questa Unità pastorale Val Liona con le parrocchie di Campolongo, Grancona, S. Germano dei Berici, Spiazzo, Villa del Ferro e Zovencedo. Sono davvero tante le comunità che don Alfredo ha accolto dall’obbedienza del vescovo con grande disponibilità.

Ed è il tratto autobiografico dell’apostolo Paolo ad indicare meglio di ogni altro discorso il tratto personale e pastorale di don Alfredo. Fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. E soprattutto lo stile: Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione.

Don Alfredo è stato un sacerdote semplice, schivo nelle relazioni, ma generoso e disponibile ad essere presente nelle comunità che gli sono state affidate. È stato fedele ai piccoli impegni quotidiani che la pastorale chiedeva. Ha saputo riconoscere i suoi limiti e non li ha considerati un impedimento al ministero al quale il Signore l’ha chiamato. Preferiva l’ascolto. Persona dal tratto introverso – non era facile che condividesse di sé – era però persona genuina, cristallina e leale. Quanto portava nel cuore, probabilmente anche sofferenze e ferite, le custodiva gelosamente. Aveva poche amicizie ma sempre tenute vive anche a distanza di anni.

Don Alfredo si è lasciato plasmare dal Vangelo di Gesù che ha annunciato con la sua umanità. Spendendosi per il popolo di Dio che gli è stato affidato. Una vita donata nella semplicità e nella fedeltà.

Il malore che lo ha colto non ha lasciato spazio ad una possibile guarigione. È come un sigillo su un’esistenza cristiana e sacerdotale che si è spesa fino alla fine. L’offerta della sua vita sia germoglio di nuove vocazioni presbiterali nella nostra Chiesa vicentina.

 

Con don Alfredo anche noi preghiamo: Noi speriamo nel Signore. Spera la nostra anima e attendiamo il compimento della sua parola di resurrezione. L’anima nostra è rivolta al Signore più che sentinelle in attesa dell’aurora.

† vescovo Giuliano